Pazienti fragili e vaccino anti Covid-19

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Le persone fragili devono essere una priorità

In Italia sono 400 mila i pazienti fragili (principalmente oncologici, ematologici, cardiologici) che sono particolarmente a rischio per il Covid-19 e che dovrebbero avere una priorità nel piano vaccinale, anche in considerazione del nuovo incremento di casi che si sta registrando in tutto il Paese. Ad oggi però solo il Lazio e il Veneto hanno iniziato con le vaccinazioni mentre nel resto dell’Italia la situazione è ancora a macchia di leopardo.

AIL, assieme ad altre associazioni, si sta quindi impegnando per portare alle istituzioni la voce di questi pazienti, anche sottoscrivendo l’appello della Foce, Federazione degli Oncologi, Cardiologi ed Ematologi. Un lavoro che oggi inizia a dare i suoi frutti. Mario Draghi, nel discorso tenuto in occasione dell’8 marzo, ha infatti ribadito che "Il piano vaccini nei prossimi giorni sarà decisamente potenziato, si privilegeranno le persone più fragili e le categorie a rischio”, una promessa che riaccende le speranze di tanti malati che stanno combattendo un tumore o una grave malattia cardiologica durante la pandemia.

Una battaglia di civiltà

Il nostro lavoro presso le Istituzioni e le Regioni per chiedere a gran voce la vaccinazione prioritaria per i pazienti onco-ematologiciribadisce Sergio Amadori, Presidente Nazionale AILè costante e la recente presa di posizione del Presidente Draghi è un risultato importante della battaglia che stiamo portando avanti assieme ad altre realtà che si occupano di malati fragili. Ora devono seguire impegni concreti perché i malati immunodrepressi rischiano complicazioni gravissime in caso di infezione da Covid-19 e proteggerli è un dovere morale”.

Siamo a disposizione per somministrare i vaccini immediatamente nelle nostre strutture, senza difficoltà o ritardiafferma Francesco Cognetti, Presidente FOCE in un comunicato pubblicato sul sito della federazione- Conosciamo tutti i nostri pazienti e possiamo metterli in sicurezza in breve tempo, senza alcuna difficoltà organizzativa. Purtroppo, oggi, la situazione in Italia è a macchia di leopardo. Il Lazio ha iniziato dal 1° marzo le vaccinazioni dei pazienti oncologici ed ematologici, il Veneto da pochi giorni. Le altre Regioni devono attivarsi quanto prima, emanando le delibere. Poi i centri di cura potranno inviare alle Regione la lista di pazienti in trattamento attivo da vaccinare”.